martedì 5 maggio 2015

Il gufo del nocciolo sbilenco


C'era stupore nei suoi occhi, nel bosco quel giorno c'era un grande fermento. 
Qualcuno aveva detto a qualcun altro che di lì a poco sarebbero arrivati degli ospiti , un gruppo di pappagalli canterini.
"Ma chi l'ha detto?"
"Qualcuno!"
"Ma a chi l'ha detto?"
"A qualcun altro!"
Il gufo del pioppo era preoccupato "come farò a dormire di giorno? I pappagalli, lo sanno tutti, fanno un gran baccano! E' fuori questione, non siamo compatibili"
E tutti insieme "no! Rimandiamoli indietro, no no non li vogliamo qui, vogliamo dormire sonni tranquilli noi!!"
Il gufo del nocciolo sbilenco però uscì dal coro dicendo "e se i pappagalli invece ci insegnassero a cantare? 
Si, lo so, non abbiamo la voce adatta, non c'è traccia di melodia in essa, ma sarebbe divertente imparare qualcosa di nuovo, potremmo....tanto per far festa ogni tanto"
Era già un po' di tempo che dagli alberi dei boschi accanto giungevano strane voci, grandi miscugli di razze, abitudini da incastrare e storie da riscrivere. Pappagalli scappati da un'enorme gabbia che non sapevano quasi più volare, preoccupati per quello e per il freddo che avrebbero dovuto affrontare di lì a non molto.
Si diceva che una comunità di picchio rosso maggiore che abitava sui larici a confine di un grande pascolo ne avesse ospitati alcuni e che i canti allegri dei pappagalli variopinti ed i diversi ritmi del picchiettio dei padroni di casa erano diventati un'allegra colonna sonora delle giornate estive di quel boschetto.
"Sei uno scriteriato, un sognatore, fannullone, incosciente!"
Tuonò il vecchio gufo sulla quercia. Era considerato da tutti il saggio, lui era la memoria storica del bosco ed era molto allergico ai cambiamenti , stava comodo nelle sue abitudini ecco.
"Voi giovani, voi e le vostre strane teorie sull'uguaglianza ci porterete alla rovina, perderemo le nostre tradizioni insieme al nostro orgoglio di rapaci! "
"No" si rivolse a lui senza gridare il giovane gufo del nocciolo sbilenco "non lasceremo che la paura prenda il sopravvento, no, mai! Non siamo forse noi stessi perseguitati, vessati da alcuni umani proprio perché siamo rapaci notturni? E noi gufi siamo stati graziati perché qualcuno ha messo in giro la voce che noi portiamo fortuna, ma ci pensiamo mai alle nostre cugine civette? Loro al contrario, devono sopportare l'immeritata onta di iettatrici!
Ci sono delle cose che all'apparenza sono gratuite, ma che a lungo andare ci presentano un conto salatissimo, una di queste è la cattiveria"
Mentre terminava la sua disperata arringa si accorse che stava per perdere l'equilibrio. Il ramo che lo sosteneva si era piegato pericolosamente verso il basso. Si accorse che non era più solo a dire "no", si erano aggiunti tanti altri silenziosi NO che ora stavano piegando la paura.

Olimpia Primucci


Per IL RACCONTO DEL MESE, 

Olimpia Primucci


Per IL RACCONTO DEL MESE, oggi mi è tornato in mente questo racconto breve.
Ci sono paure costanti ed incontrollabili, mattoni di muri sempre più alti che saranno le fortezze di un futuro che ci condannerà alla solitudine..... a meno che...

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