I Gufi

STORIE DI GUFI


Il gufo del nocciolo sbilenco





C'era stupore nei suoi occhi, nel bosco quel giorno c'era un grande fermento.
Qualcuno aveva detto a qualcun altro che di lì a poco sarebbero arrivati degli ospiti , un gruppo di pappagalli canterini.
"Ma chi l'ha detto?"
"Qualcuno!"
"Ma a chi l'ha detto?"
"A qualcun altro!"
Il gufo del pioppo era preoccupato "come farò a dormire di giorno? Ipappagalli, lo sanno tutti, fanno un gran baccano! E' fuori questione, non siamo compatibili"
E tutti insieme "no! Rimandiamoli indietro, no no non li vogliamo qui, vogliamo dormire sonni tranquilli noi!!"
Il gufo del nocciolo sbilenco però uscì dal coro dicendo "e se i pappagalli invece ci insegnassero a cantare?
Si, lo so, non abbiamo la voce adatta, non c'è traccia di melodia in essa, ma sarebbe divertente imparare qualcosa di nuovo, potremmo....tanto per far festa ogni tanto"
Era già un po' di tempo che dagli alberi dei boschi accanto giungevano strane voci, grandi miscugli di razze, abitudini da incastrare e storie da riscrivere. Pappagalli scappati da un'enorme gabbia che non sapevano quasi più volare, preoccupati per quello e per il freddo che avrebbero dovuto affrontare di lì a non molto.
Si diceva che una comunità di picchio rosso maggiore che abitava sui larici a confine di un grande pascolo ne avesse ospitati alcuni e che i canti allegri dei pappagalli variopinti ed i diversi ritmi del picchiettio dei padroni di casa erano diventati un'allegra colonna sonora delle giornate estive di quel boschetto.
"Sei uno scriteriato, un sognatore, fannullone, incosciente!"
Tuonò il vecchio gufo sulla quercia. Era considerato da tutti il saggio, lui era la memoria storica del bosco ed era molto allergico ai cambiamenti , stava comodo nelle sue abitudini ecco.
"Voi giovani, voi e le vostre strane teorie sull'uguaglianza ci porterete alla rovina, perderemo le nostre tradizioni insieme al nostro orgoglio di rapaci! "
"No" si rivolse a lui senza gridare il giovane gufo del nocciolo sbilenco "non lasceremo che la paura prenda il sopravvento, no, mai! Non siamo forse noi stessi perseguitati, vessati da alcuni umani proprio perché siamo rapaci notturni? E noi gufi siamo stati graziati perché qualcuno ha messo in giro la voce che noi portiamo fortuna, ma ci pensiamo mai alle nostre cugine civette? Loro al contrario, devono sopportare l'immeritata onta di iettatrici!
Ci sono delle cose che all'apparenza sono gratuite, ma che a lungo andare ci presentano un conto salatissimo, una di queste è la cattiveria"
Mentre terminava la sua disperata arringa si accorse che stava per perdere l'equilibrio. Il ramo che lo sosteneva si era piegato pericolosamente verso il basso. Si accorse che non era più solo a dire "no", si erano aggiunti tanti altri silenziosi NO che ora stavano piegando la paura.


Olimpia Primucci









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Il Gufo Maestro




"sono un gufo di montagna io, le mie piume non tremano!"
.....shhhhhh.....
È il maestro di tutti, lui, è tanta saggezza, tanta umanità, maestoso come le sue montagne e si sa, la montagna è tanto dura quanto protettiva con i suoi figli.
Capita qualche notte di vederlo sul ramo piu alto del Pino Mugo con la sua chitarra, è lì che compone canzoni d'amore per la luna appoggiata sul fianco di una cima.
Il maestro le confida che dentro il suo petto brontolone batte un cuore timido dai buoni sentimenti, e che quando lo chiamano maestro, lui, si sente amato.

Olimpia Primucci



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Lolli dagli occhi verdi



Capitava spesso che si lasciasse andare ascoltando i suoni che arrivavano dall'altra parte del bosco.
Curiosa, voleva conoscere la vita oltre gli alberi che l'avevano cresciuta, loro l'avevano protetta da ogni pericolo.
C'erano faggi che d'estate fornivano un'ombra così fitta che era difficile perfino leggere un giornale; c'erano i lecci che cullavano i suoi sonni ed i corbezzoli dove chiacchierava con le sue amiche ..... I corbezzoli sanno mantenere i segreti, lo sapevate?
Poi c'era la Grande Quercia, era la sua preferita, grande e solitaria era lì che si rifugiava per pensare e per rubare i rumori che arrivavano fuori dal bosco, le risate, la musica, i racconti.... le risate .....
La tentazione era tanta ogni volta, ma il buon senso la teneva ancorata ai rami di quel grande albero.
"Oh si, prima o poi lo faccio, smetterò di immaginare e comincerò a raccontare"

Olimpia Primucci

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