martedì 20 febbraio 2018

Una piccola storia d’amore blu

Una piccola storia d’amore blu

Era una l’ultima notte dell’anno , soffiava un vento cosi forte, che gli abitanti di quel piccolo villaggio blu temerono di volare via dall’isola di Chissadove.
D’improvviso la finestra si spalancò ed il vento fece volare in aria fili, stoffe, nastri e bottoni nella  BluCappelleria.
Il Cappellaio era un personaggio simpatico e un po’ stravagante, aveva due gambe lunghe e secchette ed un pancione tondo come una zucca, indossava un panciotto di diverso colore per ogni giorno della settimana e per ogni festa comandata.
Si chiamava Signor Pancrazio Settefili e non c’era abitante di quel villaggio che non avesse almeno un suo cappello, ma ce n’era uno che non aveva ancora terminato e che era destinato ad una persona molto, ma molto speciale per lui, quello della Signorina Colorella De Matitis. 
Lei scriveva biglietti d’auguri e disegnava cartoline; se ne stava rinchiusa, a volte, nel suo studio in cima al villaggio, per giorni e giorni tra fogli di carta, matite, cioccolata e tisane allo zenzero e cannella.
Lui era segretamente innamorato di lei fin dal primo momento che la vide entrare nel BluForno. Fu un insieme di filtri magici quelli che agirono sul cuore del Sig. Settefili: il profumo del pane caldo alla curcuma, il raggio di luce che entrando da una finestrella andò a colpire i lunghi capelli d’oro tenuti su da un bastoncino rosso e l’odore lieve di vaniglia sulla sciarpa della Signorina De Matitis lo fecero cadere vittima di una specie di sortilegio dal quale non usci mai più, questo è il fatto.
“Diglielo, devi dirglielo, diglielo!!“ Gli diceva il suo BluGatto passando in punta di zampe tra le stoffe, mentre cuciva il suo cappellino.
“Smettila Fusillo, lei non si accorgerà mai di me ed io non troverò mai il coraggio di confessarle il mio amore”
Blu Gatto detto Fusillo si girava alzando la coda e si poteva intuire facilmente che stava manifestando il suo disappunto.
Rimase dunque a fissare il cappellaio imbastire quel prezioso regalo che il vento aveva fatto volare via, era blu oltremare ed aveva un nastro color glicine tutto intorno, mancava ancora qualcosa, qualcosa che fosse leggero e grazioso quanto lei, colorato come le sue matite. Un tocco di poesia, questo mancava, una dichiarazione d’amore.
“Colorella” sospirò tenendo tra le mani quel cappellino “ sei la più luminosa tra le stelle di tutto il firmamento, la più dolce tra le melodie, non basterebbero tutte le poesie del mondo per manifestare il mio amore per te. Sospiro ad ogni tuo sguardo e mi cullo su ogni tua parola, la mia felicità è questa, alzarmi tutte le mattine sperando di incrociare il tuo sguardo ed addormentarmi con la speranza di sognarti.
Questo dovrei dirti, ma sono solo un sognatore, non avrei che da offrirti questo, i miei sogni.”
Quel vento impertinente e chiacchierone entrò dal comignolo ed uscì dal camino portandosi dietro un grande foglio di carta venuto da chissà dove come tutte le cose che arrivavano sull’isola di Chissadove, lo fece girare due volte sopra la testa del Cappellaio per attirare la sua attenzione e lo posò sopra il suo tavolo.
Su quel foglio c’era disegnata una farfalla rossa con le antenne dorate.
Pancrazio e Fusillo si scambiarono uno sguardo interrogativo e poi.....
Certo! Era questo che mancava, la farfalla sarebbe stata una spilla che avrebbe tenuto ben fermo il cappellino sulla sua acconciatura.
Era finito, non c’erano più scuse, il vento raccolse i pensieri del signor Settefili, disegnò una girandola ancora sopra quel delizioso cappellino e ritornò su per il camino così veloce che a Fusillo si rizzarono i baffi.
Era l’ultima notte dell’anno nell’isola di Chissadove e glielo avrebbe consegnato alla festa. 
Nel frattempo però, sempre a Chissadove, la Signorina de Matitis parlava al suo BluGatto detto Grattone, un lontano cugino del BluGatto Fusillo con il quale divideva spesso qualche caccia ed ovviamente qualche segreto.
Anche Colorella era stata colpita dallo stesso incantesimo, aspettava da tempo che quel Cappellaio prendesse coraggio e le dichiarasse il suo amore, ma ogni volta che lei si avvicinava, lui sembrava fuggire Chissadove.
“Dove si è cacciato il mio disegno? Non è affatto una buona idea tirarmi uno scherzo proprio ora Grattone”.
“Avrai lasciato la finestra aperta ed il vento se lo sarà portato via” rispose Il BluGatto.
“ Era un regalo per il sig. Pancrazio, non farò mai in tempo a disegnare di nuovo quella farfalla, che peccato”.
Ora però era davvero tardi, infilò le scarpette rosse, indossò il cappotto, prese la sua borsetta preferita, mise una matita rossa tra i capelli e scese di corsa le scale.
“Presto! Presto! Non manca ormai molto alla mezzanotte, bisogna scendere in piazza!” La voce arrivava dalla strada, era il Dott. Sciroppio il blu farmacista che, sottobraccio alla sua consorte, si affrettava alla festa richiamando i ritardatari.
C’erano infine proprio tutti e la festa era appena cominciata, l’unico che ancora non si vedeva era il sig. Pancrazio Settefili. Era quasi mezzanotte e oramai Colorella aveva perso la speranza di poter scambiare gli auguri con lui. 
Era seduta sulla panchina di fronte ad un grande albero sulla cui cima brillava una grande stella, avrebbe potuto esprimere un desiderio, ma chissà perché si girò e vide lui, dall’altra parte della strada fermo che la guardava, aveva in mano un cappellino con una farfalla che era proprio quella del suo disegno!
Quel vento chiacchierone e pettegolo corse tra gli abitanti del villaggio vantandosi di esser stato proprio lui a portare lì quei due innamorati. Tutti si fermarono a guardare in silenzio Pancrazio che la raggiunse e le poggiò sul capo quel piccolo dono.
Appena Colorella indossò il suo cappellino, accadde un turbinio di fiocchi di neve attorno a loro come se un mago avesse agitato la sua bacchetta magica.
I pensieri di Pancrazio diventarono parole, girarono attorno a loro due e lei finalmente conobbe tutto l’amore chiuso in quel cuore, lo prese per mano e gli disse finalmente “anch’io!”
Scoccò la mezzanotte, attorno a Pancrazio e Colorella c’era tutto il villaggio che gridando “auguri !” esplose in un grande applauso!

Olimpia Primucci 


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