domenica 6 dicembre 2015

Cose grandiose

Un anno fa stavo guardando un'intervista allo scrittore Paolo Nori, ricordava le domeniche degli anni dell'austerity ed essendo sua coetanea mi sono tornate alla mente quelle domeniche a Roma, nel mio quartiere, Monteverde.
È vero quello che stava dicendo, e cioè che si è più felici e si fanno cose "grandiose" quando si sottrae qualcosa e non quando si aggiunge.
Mi ricordo di quelle domeniche a Villa Pamphili immersi nel verde a cercare pinoli sotto quei pini marittimi altissimi, a lanciare molliche di pane ai pesci rossi del laghetto oppure a Piazza San Giovanni di Dio, dove nei giorni feriali c'era il mercato mentre la domenica era un'enorme piazzale deserto, c'erano due fontanelle, alcuni lavavano le loro macchine, altri pattinavano, il chiosco del fioraio aspettava qualche marito o fidanzato che con le pastarelle in una mano ed i fiori nell'altra avrebbero affrontato il pranzo domenicale di lì a poco, altri nel pomeriggio ci avrebbero ascoltato le partite alla radio lontano dallo sbatacchiamento delle stoviglie da lavare.
Ricordo la mia prima bicicletta con le rotelle  di sicurezza e anche di quando il mio papà me le tolse ed io, pur trattenendo il fiato, pensai che era uno dei momenti più belli della mia vita.
Insomna, i momenti più memorabili sono quelli in cui non accade niente, un po' come le giornate di agosto in città, quando tutto è immobile.
Eppure quelle giornate rimangono fissate nella nostra memoria e quando ci torniamo ci fanno sorridere con nostalgia.
Non è forse così?
(Olimpia Primucci )

      (Illustrazione di Olimpia Primucci)



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