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| (Foto reperita dal web) |
Roma,
capoccia e capocciona...
Mi viene da dire che non
la riconosco, ogni volta che torno a casa. La sensazione di
estraneità mi assale appena arrivo e mi immergo nel traffico di
quelle strade che sembrano quasi non avere più aria.
Anche i "miei"
posti sembrano ormai irriconoscibili, se non fosse che li guardo come
se guardassi un vecchio amico di cui non mi accorgo degli anni che
sono passati perché vedo in lui il ragazzo dei tempi della scuola,
mi sembrerebbe di camminare tra le vie di una città sconosciuta.
Ma di una cosa sono
certa, lo penso ogni volta che la guardo...
Lei sopravviverà anche a
questi anni, alle ingiure, alla sporcizia, ai topi che insieme ai
gabbiani si sono spartiti i cassonetti ed i cartoni dei barboni.
Sopravviverà ai
politicanti e ai loro ristoranti, a quelli che promettono e poi la
svendono per il mondo come una vecchia battona e come sempre li vedrà
scambiarsi le poltrone ed i favori.
Sopravviverà ai pancioni
satolli color porpora che la guardano con misericordia, dal regno dei
(loro) cieli e laverà china i loro piedi.
Sopravviverà
perché la filosofia bonacciona dei suoi figli, quelli di buona
volontà la salverà da ogni bruttura, sarà il suo cuore che batte ,
le spalle larghe che sopportano qualsiasi peso, la sua musica, la sua
ironia che le farà dire "daje va"
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