lunedì 31 agosto 2015

Roma capoccia e capocciona

(Foto reperita dal web)





















Roma, capoccia e capocciona...
Mi viene da dire che non la riconosco, ogni volta che torno a casa. La sensazione di estraneità mi assale appena arrivo e mi immergo nel traffico di quelle strade che sembrano quasi non avere più aria.
Anche i "miei" posti sembrano ormai irriconoscibili, se non fosse che li guardo come se guardassi un vecchio amico di cui non mi accorgo degli anni che sono passati perché vedo in lui il ragazzo dei tempi della scuola, mi sembrerebbe di camminare tra le vie di una città sconosciuta.
Ma di una cosa sono certa, lo penso ogni volta che la guardo...
Lei sopravviverà anche a questi anni, alle ingiure, alla sporcizia, ai topi che insieme ai gabbiani si sono spartiti i cassonetti ed i cartoni dei barboni.
Sopravviverà ai politicanti e ai loro ristoranti, a quelli che promettono e poi la svendono per il mondo come una vecchia battona e come sempre li vedrà scambiarsi le poltrone ed i favori.
Sopravviverà ai pancioni satolli color porpora che la guardano con misericordia, dal regno dei (loro) cieli e laverà china i loro piedi.
Sopravviverà perché la filosofia bonacciona dei suoi figli, quelli di buona volontà la salverà da ogni bruttura, sarà il suo cuore che batte , le spalle larghe che sopportano qualsiasi peso, la sua musica, la sua ironia che le farà dire "daje va"

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