Un po' di tempo fa
c'era un coniglio bianco con grandi macchie nere, si chiamava Otto
Ricciopelo perché era l'ottavo di dieci fratelli.
Sarebbe scontato
se ora vi dicessi che Otto e la sua famiglia possedevano una
piantagione di carote, dico bene?
E infatti era
proprio così, ne possedevano una davvero grande, la più grande e la
più bella di tutto Poggio di Sotto, proprio accanto a quella di erba
medica di proprietà della famiglia di Isotta, la famiglia
Zampelunghe.
Isotta era la sua
migliore amica, si conoscevano da quando erano due batuffoli di lana,
lei era bellissima, color cipria ed aveva ciglia lunghissime.
Tra le due
piantagioni scorreva un fiume e certe volte Otto ed Isotta
organizzavano delle merende e facevano delle grandi scorpacciate di
carote proprio lì, all'ombra tra due meli.
Otto leggeva delle
lunghe storie con tale partecipazione che “sembrava proprio di
viverle” diceva Isotta ogni volta che ne ascoltava una.
Una volte gli
disse “sarebbe bello scrivere una storia con la matita! Si
potrebbero cancellare le cose sbagliate, riscriverci sopra un finale
migliore, ognuno potrebbe scegliere il suo! Si potrebbe aggiustare
qua e là e se decidessimo di cambiare idea, potremmo scrivere che
era una bella giornata di sole al posto di quella pioggia
malinconica!”
Otto, masticando
una carota ci pensò su, i suoi occhioni brillarono, fece un balzo e
fu dall'altra parte del fiume e allargando le zampette ad indicare
tutto quel ben di dio disse “ma se poi inavvertitamente
cancellassimo anche quello che ci piace di più? E se una volta fatte
tutte le correzioni non riconoscessimo più la nostra storia?
No, no, non voglio
correre questo rischio, le mie storie sono importanti, Isotta,
raccontano di me, di noi!
Pensa se
cancellassimo questo meraviglioso fiume, non crescerebbero più
carote e nemmeno l'erba medica, non avremmo più di che mangiare....
non ci saremmo più neanche noi.”
Qualche giorno
dopo Isotta tornò al fiume per la solita merenda con Otto “Sono
per le tue storie” gli disse, e tirò fuori da una scatola un
grande quaderno con i fogli bianchi, delle matite, una penna e tanto
inchiostro, ma nessuna gomma per cancellare.
Si sorrisero e
guardandosi intorno iniziarono insieme a riempire i fogli bianchi con
una nuova storia.
(ministoria di
Olimpia Primucci)
Nessun commento:
Posta un commento