lunedì 1 giugno 2015

Se le storie fossero scritte a matita

Un po' di tempo fa c'era un coniglio bianco con grandi macchie nere, si chiamava Otto Ricciopelo perché era l'ottavo di dieci fratelli.
Sarebbe scontato se ora vi dicessi che Otto e la sua famiglia possedevano una piantagione di carote, dico bene?
E infatti era proprio così, ne possedevano una davvero grande, la più grande e la più bella di tutto Poggio di Sotto, proprio accanto a quella di erba medica di proprietà della famiglia di Isotta, la famiglia Zampelunghe.
Isotta era la sua migliore amica, si conoscevano da quando erano due batuffoli di lana, lei era bellissima, color cipria ed aveva ciglia lunghissime.
Tra le due piantagioni scorreva un fiume e certe volte Otto ed Isotta organizzavano delle merende e facevano delle grandi scorpacciate di carote proprio lì, all'ombra tra due meli.
Otto leggeva delle lunghe storie con tale partecipazione che “sembrava proprio di viverle” diceva Isotta ogni volta che ne ascoltava una.
Una volte gli disse “sarebbe bello scrivere una storia con la matita! Si potrebbero cancellare le cose sbagliate, riscriverci sopra un finale migliore, ognuno potrebbe scegliere il suo! Si potrebbe aggiustare qua e là e se decidessimo di cambiare idea, potremmo scrivere che era una bella giornata di sole al posto di quella pioggia malinconica!”
Otto, masticando una carota ci pensò su, i suoi occhioni brillarono, fece un balzo e fu dall'altra parte del fiume e allargando le zampette ad indicare tutto quel ben di dio disse “ma se poi inavvertitamente cancellassimo anche quello che ci piace di più? E se una volta fatte tutte le correzioni non riconoscessimo più la nostra storia?
No, no, non voglio correre questo rischio, le mie storie sono importanti, Isotta, raccontano di me, di noi!
Pensa se cancellassimo questo meraviglioso fiume, non crescerebbero più carote e nemmeno l'erba medica, non avremmo più di che mangiare.... non ci saremmo più neanche noi.”
Qualche giorno dopo Isotta tornò al fiume per la solita merenda con Otto “Sono per le tue storie” gli disse, e tirò fuori da una scatola un grande quaderno con i fogli bianchi, delle matite, una penna e tanto inchiostro, ma nessuna gomma per cancellare.

Si sorrisero e guardandosi intorno iniziarono insieme a riempire i fogli bianchi con una nuova storia.


(ministoria di Olimpia Primucci)

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