Mi è capitato di ascoltare una canzone che mi ha riportato indietro agli anni della mia adolescenza.
Molto meno traffico ed un vespone bianco rigorosamente senza "una chiappa".
Appuntamento al muretto con gli amici, genitori che ogni tanto passavano credendosi invisibili, per controllare se qualcuno fumava.
Domeniche di austerità e la città privata dei motori, risuonava di voci, di biciclette, di pattini a rotelle.... C'era condivisione e le persone si cercavano, eravamo fatti di carne ed ossa.
Poi sono arrivati gli anni novanta che hanno fagocitato tutto e tutti, ci hanno "comprato" i sogni e li hanno fatti produrre in serie dalle fabbriche per poi farceli ricomprare con gli interessi da strozzini legalizzati.
Mi domando chi ci libererà da questo, non vedo partigiani 2.0 , neanche all'orizzonte e me ne rammarico.
Ciao bella ... Oh, i miei sogni questa volta non sono in vendita.
CHEUNBUONGIORNOVICOLGALIBERI
Olimpia Primucci

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