mercoledì 10 febbraio 2016

La barchetta di carta e l'isola della fabbrica dei fari

Faceva freddo ed il colore del mare era di un grigio piombo che non lasciava intravedere il fondo.
Anche i pesci non sono più socievoli in questo periodo” disse tra se. “ vanno sempre di fretta come se avessero improvvisamente tante cose da sbrigare e mai tempo per un saluto”
Aveva nostalgia di casa. Non sapeva più quale fosse il suo posto ora, ma aveva una casa?
Si era lasciata trasportare dalla corrente per quanto tempo? Un mese? Un anno forse?
Navigava in un mare così calmo e gelido che doveva essersi addormentata. Sie chiese dove fosse finita questa volta. Un faro aveva tracciato la sua rotta per assicurarla al porto. Poco più su tante luci, avrebbe passato la notte lì, deciso..
Ad una ad una le luci si spensero e solo quando fu buio riuscì ad intravedere qualche stella. Sembravano così poche, anche loro, l'ultimo pensiero prima di addormentarsi.
Si era svegliata che il sole era già alto in cielo. Stiracchiandosi le pieghe si accorse che due occhi blu la stavano osservando. Un ragazzino dal grosso ciuffo biondo seduto sul molo con le gambe a penzoloni e le braccia appoggiate sulla staccionata.
sei quella che cerca le isole, non è vero?”
che cerca le isole?”
ho sentito parlare di te e dei tuoi viaggi, ne parlano tutti qui”

Qui, era l'isola della fabbrica dei fari.

Su ogni isola che aveva visitato c'era un faro e lei adorava i fari da sempre, se li ricordava tutti e tutti i loro guardiani.
Beh, bisogna dire che i guardiani dei fari sono persone abbastanza taciturne, forse per via che stanno tantissimo tempo da soli, ma anche attente, precise e curiose. Conoscono il mare ed i venti, non hanno paura delle burrasche ed aiutano tutte le imbarcazioni a tornare a casa sane e salve, soprattutto quando il mare si ingrossa e c'è tempesta.
Il faro, in cima, ha una luce potentissima capace di penetrare anche la nebbia più fitta. E' una mano amica che afferra i marinai e li riconduce a casa.
Un faro non è fatto solo di mattoni, un faro è anche emozioni, perché infonde coraggio a chi naviga e speranza a chi è rimasto a casa ad aspettare, un faro è una promessa da mantenere ecco perché la sua luce non deve spegnersi mai.
Che ci fosse una fabbrica dei fari, proprio non se l'aspettava e che costruisse poi tutte queste cose!

questo è mio nonno Guardiafaro, senza la sua approvazione i fari non vengono consegnati”
dimmi barchetta” tuonò il nonno “cosa si prova a girare per il mondo? Come te la cavi con le rotte?”
non traccio rotte, signor Guardiafaro, il Capitano Strambo mi regalò qualche mappa, ma per lo più mi lascio trasportare dalla corrente, vado incontro al mio destino fino a quando le mie pieghe reggeranno e poi mi unirò al mare. Credo che finirà così”
non hai mai nostalgia di casa? Di rivedere la tua mamma per esempio?” chiese il ragazzo dagli occhi blu.
beh, io non ho una mamma, ero solo un foglio di carta, mi ricordo che Lei mi strappò da un quaderno e mi fece tante pieghe fino a che diventai una barchetta. Potrebbe essere Lei la mia mamma?”

tra speranza e malinconia la barchetta si rese conto di essere sola al mondo, non aveva una famiglia. Non le piaceva questo stato d'animo, no, non le piaceva affatto, era brutto doversi addormentare con un pensiero triste.
Si fece di nuovo notte.
Nonno Guardiafaro accese la grande luce dalla sala dei comandi.
vieni con me” disse con voce rassicurante. “sai, non si è mai soli al mondo, a meno che non siamo noi a volerlo. Tu sei nata da un seme che è diventato albero che poi è stato tagliato per diventare carta. Tutti nasciamo, diventiamo qualcosa che è utile agli altri e poi ci riconsegniamo al mondo.
E' il ciclo della vita. Nei tuoi viaggi hai conosciuto persone, luoghi, racconti di altre vite, tutto questo conoscere è utile a te, ma soprattutto, attraverso i tuoi racconti, sarà utile per gli altri ”
è vero!” intervenne il ragazzino dagli occhi blu “te l'ho detto che la tua fama ti ha preceduta. Abbiamo sentito parlare dell'arcipelago dei cerchi infiniti e di altre isole. Conosciamo il Capitano Strambo e le sue poesie”

e sai una cosa?” aggiunse nonno Guardiafaro “ci preoccupiamo tutti per te quando sei in mare aperto e quando non abbiamo notizie di te per troppo tempo. Piccola barchetta coraggiosa e curiosa, siamo tutti una famiglia, dunque anche tu hai un a famiglia”

domani mattina mi rimetterò in viaggio, tra un po' arriverà di nuovo la primavera, e ancora e poi di nuovo ancora, è stato bello stare un po' a casa, con voi”

Frugò nel suo baule e lasciò a nonno Guardiafaro il sigaro.
Lo avrebbe fumato nel punto più alto del suo faro, dove ci sono i comandi, nelle notti solitarie.


Olimpia Primucci

Disegno di Olimpia Primucci
pastelli su cartoncino liscio

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