Faceva
freddo ed il colore del mare era di un grigio piombo che non lasciava
intravedere il fondo.
“Anche
i pesci non sono più socievoli in questo periodo” disse tra se. “
vanno sempre di fretta come se avessero improvvisamente tante cose da
sbrigare e mai tempo per un saluto”
Aveva
nostalgia di casa. Non sapeva più quale fosse il suo posto ora, ma
aveva una casa?
Si
era lasciata trasportare dalla corrente per quanto tempo? Un mese? Un
anno forse?
Navigava
in un mare così calmo e gelido che doveva essersi addormentata. Sie
chiese dove fosse finita questa volta. Un faro aveva tracciato la sua
rotta per assicurarla al porto. Poco più su tante luci, avrebbe
passato la notte lì, deciso..
Ad
una ad una le luci si spensero e solo quando fu buio riuscì ad
intravedere qualche stella. Sembravano così poche, anche loro,
l'ultimo pensiero prima di addormentarsi.
Si
era svegliata che il sole era già alto in cielo. Stiracchiandosi le
pieghe si accorse che due occhi blu la stavano osservando. Un
ragazzino dal grosso ciuffo biondo seduto sul molo con le gambe a
penzoloni e le braccia appoggiate sulla staccionata.
“sei
quella che cerca le isole, non è vero?”
“che
cerca le isole?”
“ho
sentito parlare di te e dei tuoi viaggi, ne parlano tutti qui”
Qui,
era l'isola della fabbrica dei fari.
Su
ogni isola che aveva visitato c'era un faro e lei adorava i fari da
sempre, se li ricordava tutti e tutti i loro guardiani.
Beh,
bisogna dire che i guardiani dei fari sono persone abbastanza
taciturne, forse per via che stanno tantissimo tempo da soli, ma
anche attente, precise e curiose. Conoscono il mare ed i venti, non
hanno paura delle burrasche ed aiutano tutte le imbarcazioni a
tornare a casa sane e salve, soprattutto quando il mare si ingrossa e
c'è tempesta.
Il
faro, in cima, ha una luce potentissima capace di penetrare anche la
nebbia più fitta. E' una mano amica che afferra i marinai e li
riconduce a casa.
Un
faro non è fatto solo di mattoni, un faro è anche emozioni, perché
infonde coraggio a chi naviga e speranza a chi è rimasto a casa ad
aspettare, un faro è una promessa da mantenere ecco perché la sua
luce non deve spegnersi mai.
Che
ci fosse una fabbrica dei fari, proprio non se l'aspettava e che
costruisse poi tutte queste cose!
“questo
è mio nonno Guardiafaro, senza la sua approvazione i fari non
vengono consegnati”
“dimmi
barchetta” tuonò il nonno “cosa si prova a girare per il mondo?
Come te la cavi con le rotte?”
“non
traccio rotte, signor Guardiafaro, il Capitano Strambo mi regalò
qualche mappa, ma per lo più mi lascio trasportare dalla corrente,
vado incontro al mio destino fino a quando le mie pieghe reggeranno e
poi mi unirò al mare. Credo che finirà così”
“non
hai mai nostalgia di casa? Di rivedere la tua mamma per esempio?”
chiese il ragazzo dagli occhi blu.
“beh,
io non ho una mamma, ero solo un foglio di carta, mi ricordo che Lei
mi strappò da un quaderno e mi fece tante pieghe fino a che diventai
una barchetta. Potrebbe essere Lei la mia mamma?”
tra
speranza e malinconia la barchetta si rese conto di essere sola al
mondo, non aveva una famiglia. Non le piaceva questo stato d'animo,
no, non le piaceva affatto, era brutto doversi addormentare con un
pensiero triste.
Si
fece di nuovo notte.
Nonno
Guardiafaro accese la grande luce dalla sala dei comandi.
“vieni
con me” disse con voce rassicurante. “sai, non si è mai soli al
mondo, a meno che non siamo noi a volerlo. Tu sei nata da un seme che
è diventato albero che poi è stato tagliato per diventare carta.
Tutti nasciamo, diventiamo qualcosa che è utile agli altri e poi ci
riconsegniamo al mondo.
E'
il ciclo della vita. Nei tuoi viaggi hai conosciuto persone, luoghi,
racconti di altre vite, tutto questo conoscere è utile a te, ma
soprattutto, attraverso i tuoi racconti, sarà utile per gli altri ”
“è
vero!” intervenne il ragazzino dagli occhi blu “te l'ho detto che
la tua fama ti ha preceduta. Abbiamo sentito parlare dell'arcipelago
dei cerchi infiniti e di altre isole. Conosciamo il Capitano Strambo
e le sue poesie”
“e
sai una cosa?” aggiunse nonno Guardiafaro “ci preoccupiamo tutti
per te quando sei in mare aperto e quando non abbiamo notizie di te
per troppo tempo. Piccola barchetta coraggiosa e curiosa, siamo tutti
una famiglia, dunque anche tu hai un a famiglia”
“domani
mattina mi rimetterò in viaggio, tra un po' arriverà di nuovo la
primavera, e ancora e poi di nuovo ancora, è stato bello stare un
po' a casa, con voi”
Frugò
nel suo baule e lasciò a nonno Guardiafaro il sigaro.
Lo
avrebbe fumato nel punto più alto del suo faro, dove ci sono i
comandi, nelle notti solitarie.
Olimpia
Primucci
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| Disegno di Olimpia Primucci pastelli su cartoncino liscio |

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